Sabato 28 marzo ore 17,30 diretta Facebook “Il Socialismo come alternativa presente – La superiorità della pianificazione”

“Il Socialismo come alternativa presente – La superiorità della pianificazione”
La Storia, quella con la s maiuscola, quella che può cambiare il destino delle comunità sparse nei diversi punti nel pianeta, si manifesta sempre in modo violento e non è mai uguale a se stessa. Può succedere dunque che una pur grave emergenza sanitaria, se innestata in una condizione geopolitica di estrema incertezza perché caratterizzata da sommovimenti che non riescono a trovare sfogo nei processi della realtà, possa diventare espressione proprio di quei sommovimenti e mettere in discussione narrazioni che sembravano intoccabili fin a poche settimane fa.

Capita così che nel cuore dell’Unione europea e sul territorio di uno dei capisaldi di quell’alleanza atlantica che uscì vincitrice dalla “Guerra fredda”, gli aiuti umanitari, fatti peraltro di molte “cose materiali”, vengano forniti da paesi che portano avanti modelli di sviluppo, come quelli di Cuba e della Cina, alternativi a quello dominante.

Nell’ultimo trentennio, tutto quello che si poteva dire di male dei paesi a direzione comunista, seppure in relazione economica con il mondo occidentale come la Cina, è stato detto, dall’assenza di ogni forma di democrazia alla miseria come condizione permanente di quei popoli.

E tuttavia trent’anni sono un margine sufficiente per far emergere le contraddizioni che nascono in seno al “Modo di produzione capitalistico”, il quale per sua natura non è in grado di gestire in maniera solidale quelle forze che mette in movimento. Profitto privato e competizione sfrenata infatti collidono inevitabilmente con gli interessi di emancipazione e cooperazione dell’umanità, presentando prima o poi il conto. Allora il Re che aveva la pretesa di dettare i tempi secondo interessi particolari è ora nudo di fronte all’impotenza di gestire problemi che solo un approccio collettivo possono affrontare.

Di questo tornante storico, che pone dunque in evidenza la presenza dell’alternativa comunista a un modo di organizzazione sociale incapace di rappresentare i bisogni dell’essere umano nella sua connessione inscindibile con l’ambiente, sia naturale che sociale, che lo circonda, due sono le direttrici di riflessione che ci sentiamo di proporre.

Da una parte, cadono i valori su cui il “capitalismo” ha edificato il castello di carta della “società occidentale”. La globalizzazione, o mondializzazione come da lessico marxista, ha messo in competizione tra loro i settori sociali più svantaggiati di tutto il pianeta, sulla cui lotta intestina ha speculato il grande capitale internazionale. L’individualismo, veleno dannoso per l’interesse collettivo, ha impedito una ripartizione equilibrata della ricchezza prodotta, non permettendo a quei settori di intraprendere un cammino di liberazione dalle necessità materiali di sopravvivenza.

Dall’altra, la storia della Cina e ancor più quella di Cuba ci dimostra come un modello di sviluppo radicalmente opposto al “tutti contro tutti” possa essere foriero di benessere sociale e anche materiale. Su questo, una riflessione decisiva va affrontata sul ruolo assunto dello Stato che, come sempre in una visione che sia genuinamente di classe, può essere, sì, un Moloch oppressore dei popoli quando nelle mani della borghesia, ma può anche divenire strumento di emancipazione se basato su criteri di democrazia socialista e controllo popolare.

Elemento privilegiato in quest’ottica è quello della tanto discussa pianificazione dell’economia. Lungi dall’essere una mera tecnica di gestione economica delle risorse, la pianificazione è uno strumento politico compatibile col Modo di produzione capitalistico – si pensi ai “Trenta gloriosi” –, ma che mostra le sue potenzialità come strumento per la transizione al socialismo se alle scelte di investimento centralizzate si aggiunge la proprietà dei mezzi di produzione da parte dello Stato.

Torna altresì con prepotenza la credibilità, oltre che la necessità, della proposta lanciata alcuni anni or sono di un’Alba Euro-mediterranea che si ponga in diretta contrapposizione con quanto espresso in questi decenni dalla gestione antisociale imposta (ai popoli) dall’Unione europea.

Su questi temi, vi invitiamo alla videoconferenza che si terrà il prossimo sabato, 28 marzo, in diretta sul canale facebook della pagina di  Contropiano.org, a partire dalle ore 17,30, con le relazioni di Mauro Casadio e Luciano Vasapollo.

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