Sgombero della Limonaia – Zona Rosa a Pisa. Segnali di governo tecnico?

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Mentre stiamo raggiungendo l’impressionante cifra di 90mila morti da Covid 19, numero abbondantemente superato da statistiche ufficiali che indicano tante altre vittime derivate da una gestione criminale della pandemia da parte di un governo servile ai diktat di Confindustria e multinazionali, ci giunge notizia dello sgombero, con profusione di uno schieramento di forze dell’ordine esorbitante, della Limonaia – Zona Rosa a Pisa.Inutile elencare i meriti degli occupanti di quello spazio altrimenti abbandonato e in balia di speculazioni sempre in agguato, grazie alla gentrificazione dei centri storici. Tutti i meriti che questa, come tante altre occupazioni rappresentano concretamente, sono esattamente il problema contro il quale l’attuale sistema di potere deve intervenire al più presto.Siamo a ridosso della fine della proroga dei licenziamenti (31 marzo 2021) e del blocco degli sfratti (30 giugno 2021), che potrebbero aprire le porte, se non rinviati di nuovo, ad una fase di conflittualità sociale per ora sedata dallo spaesamento pandemico e dai contributi a pioggia distribuiti alle varie categorie economiche e ai milioni di lavoratori ridotti in cassa integrazione o a casa. Pochi soldi e distribuiti in forme totalmente inique (il 50% di tutti i contributi sono entrati direttamente nelle casse dei grandi industriali), ma sufficienti a contenere, sino ad oggi, possibili rivolte sociali.La crisi pandemica ha solo accelerato una crisi sistemica di un modello, quello capitalista nella sua fase neoliberista, che evidentemente non è in grado di risolvere i grandi problemi che affliggono l’umanità. Come nella novella dello scorpione e della rana, la natura di questo modello economico basato sulla concorrenza interna ed internazionale è insopprimibile, costringendo gli attori di questa corsa verso l’abisso a stringere ulteriormente la cinghia per le maggioranze, al fine di utilizzare ogni risorsa per far sopravvivere il meccanismo infernale del capitalismo: produci, consuma, crepa.L’attuale crisi di governo nasconde esattamente questa esigenza. Il Presidente di Confindustria, i suoi tirapiedi nel Governo, in Parlamento e nelle redazioni dei grandi quotidiani chiedono un governo tecnico che finalmente realizzi le indicazioni dell’Unione Europea nella gestione dei miliardi del Recovery Found. Per utilizzare quei fondi, al di là della retorica ufficiale, occorrerà tagliare ulteriormente salari, pensioni, sanità pubblica e quel che rimane del welfare state.Chi meglio di Cottarelli o di Draghi sapranno gestire le ulteriori politiche di lacrime e sangue che ci aspettano? Tecnici che si caricheranno sulle spalle la responsabilità di politiche draconiane, perché “L’Europa lo vuole”. Fatto il lavoro sporco, se ne torneranno nei loro centri di comando internazionali, sino alla prossima crisi. Una storia già vista. Do you remember Mario Monti?Se questa è la prospettiva, gli apparati repressivi dello Stato devono sedare preventivamente, nel vivo della pandemia, ogni espressione di opposizione sociale e politica, come sta avvenendo a Pisa con lo sgombero della Limonaia – Zona rosa e contro le tante altre realtà simili che ancora costellano la geografia resistente italiana.Difendere la Limonaia – Zona Rosa significa presidiare gli avamposti di opposizione che potranno interpretare le insorgenze del prossimo futuro che, per la Rete dei Comunisti, significherà battersi per la distruzione del capitalismo e la costruzione del Socialismo del Secolo XXI.

Rete dei Comunisti – Toscana

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