Ciao Sante, rivoluzionario incommensurabile.

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Qualsiasi cosa possa uscire da una penna o da una tastiera ci sembra inadeguata. Come scrivere di Sante?

Sante sempre presente, perché la fine della sua vita non è la fine di chi con la sua vita ha rappresentato meglio di chiunque altro l’epoca terribile e straordinaria in cui una parte di questo Paese ha dato l’assalto al cielo, presente e solidale nelle lotte di ieri e di oggi.

Come può morire un gigante?

Con Sante non c’è una storia, ma tutta la storia, c’è la storia dell’antagonismo di classe, la storia anticapitalista e comunista, ci sono i ragazzini di piazza Statuto, c’è il proletariato extralegale, il proletariato prigioniero, le battaglie nelle carceri speciali, c’è la lotta irriducibile contro lo Stato della DC e del compromesso storico, c’è colui che ha saputo tenere alta la bandiera della rivoluzione anche nei tempi bui della disfatta.

E poi il pensiero, la lucidità di esserci sempre, la ricostruzione tenace di un percorso che si avviava su terreni diversi, la narrazione paziente ai più giovani di cosa siano stati quegli anni, di cosa sia stato il carcere dell’annientamento delle identità, la sua presenza in mille battaglie di questo Paese come in Val di Susa, con i NoTav e la perseveranza nel raccontare una vita passata sempre dalla parte giusta, per passare il testimone ai giovani compagni.

Come può morire un’araba fenice?

Con Sante c’è tutta la poesia della rivoluzione, del resistere un giorno ancora, fino alla vittoria.

La sua stessa vita è un insegnamento per le nuove e future generazioni di comunisti, una bandiera rossa mai caduta e impugnata per proseguire.

Ecco, come è possibile allora scrivere di tutto questo senza che qualsiasi cosa possa uscire da questa tastiera sembri inadeguata?

Ciao Sante, comunista, bandito, poeta. Rivoluzionario incommensurabile.

Rete dei Comunisti Bologna – Noi Restiamo Bologna

Un pensiero su “Ciao Sante, rivoluzionario incommensurabile.

  • 23 Marzo 2021 in 14:42
    Permalink

    potreste mai immaginarvi lo “stupore e i mea culpa” avuti e ascoltati nelle diverse sezioni del PCI (io le ricordo abbastanza). L’Unità li descrisse come “feroci e sanguinari banditi”! …balbettii da parte dei vari militanti (figuriamoci i dirigenti) quando alla lettura della sentenza contro la “banda Cavallero ” (nella quale Sante ne era uno dei principali imputati poiché militante) intonarono questo: “figli dell’officina”!!

    https://www.youtube.com/watch?v=DF42fhtEhTM
    Avanti siam ribelli
    Vendicator, vendicator
    Un mondo di fratelli
    Di pace e di lavor
    Figli dell’officina
    Figli di questa terra
    Già l’ora si avvicina di una più giusta guerra
    La guerra proletaria
    Guerra senza frontiere
    Innalzeremo al vento le libere bandiere
    Dai monti e dalle valli
    Giù noi scendiamo in fretta
    Con queste mani dai calli faremo vendetta
    Del popolo gli arditi noi siamo i fior più puri
    Fiori non appassiti nel fango dei tuguri
    Avanti, avanti siamo ribelli (avanti siam ribelli)
    In lotta per un mondo di fratelli (di pace e di lavoro)
    Avanti, avanti siamo ribelli (avanti siam ribelli)
    In lotta per un mondo di fratelli (di pace e di lavoro)
    Voi spose o fidanzate
    Il pianto via dal ciglio
    Voi madri desolate non trattenete il figlio
    Ma ognun corra a gettarsi
    Nel mezzo della mischia
    Dai corri, dai gettati, audace è sol chi rischia
    Tiranni ed oppressori
    Il duce, il papa, il re
    Non più vogliam signori ed ognuno farà da sé
    Del popolo gli arditi noi siamo i fior più puri
    Fiori non appassiti nel fango dei tuguri
    Avanti, avanti siamo ribelli (avanti siam ribelli)
    In lotta per un mondo di fratelli (di pace e di lavoro)
    Avanti, avanti siamo ribelli (avanti siam ribelli)
    In lotta per un mondo di fratelli (di pace e di lavoro)
    Avanti siam ribelli
    In lotta per un mondo di fratelli
    Avanti, avanti siamo ribelli (avanti siam ribelli)
    In lotta per un mondo di fratelli
    Avanti siam ribelli
    Avanti, avanti siamo ribelli
    Avanti siam ribelli

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